Musicoterapia e malattie neurologiche: quando la musica diventa relazione
Ci sono ricordi che sembrano lontani, parole che diventano difficili da trovare e attività quotidiane che richiedono sempre più aiuto.
Eppure, a volte, basta ascoltare una melodia conosciuta per vedere comparire un sorriso, iniziare a canticchiare una canzone o raccontare un episodio del passato.
È proprio da questa capacità della musica di evocare emozioni e ricordi che nasce l'interesse per la musicoterapia come intervento non farmacologico nel supporto alle persone con alcune malattie neurologiche e, in particolare, nelle persone con demenza.
La musica parla anche quando le parole diventano difficili
La comunicazione non passa soltanto attraverso le parole.
Una melodia può evocare emozioni, ricordi, sensazioni e momenti vissuti.
Per una persona con Alzheimer, ad esempio, una canzone ascoltata per molti anni può essere legata alla propria storia personale: un periodo della vita, una persona amata, una festa, un viaggio o una semplice abitudine familiare.
Per questo la musica può diventare uno strumento per favorire la relazione anche quando la comunicazione verbale diventa più complessa.
L'Istituto Superiore di Sanità include la musicoterapia tra gli interventi che possono essere considerati nel percorso di supporto alle persone con demenza.
Musicoterapia non significa semplicemente "ascoltare musica"
È importante distinguere un semplice momento di ascolto musicale da un intervento di musicoterapia.
La musicoterapia è un intervento strutturato che utilizza elementi musicali e relazione per perseguire specifici obiettivi, all'interno di un percorso adeguato alla persona.
La musica può essere ascoltata, cantata, suonata o utilizzata attraverso attività ritmiche e interattive.
La modalità viene scelta in base alle caratteristiche e alle esigenze della persona.
Quali possono essere gli obiettivi?
In base al progetto individuale, la musica può essere utilizzata per favorire:
- la relazione con il professionista;
- l'espressione delle emozioni;
- la partecipazione;
- la comunicazione;
- il coinvolgimento nelle attività;
- il recupero di ricordi autobiografici;
- momenti di rilassamento.
Alcuni studi e documenti dell'ISS hanno evidenziato l'interesse della musicoterapia nell'ambito della demenza, anche rispetto ad aspetti relazionali, sociali e ad alcuni disturbi emotivi e comportamentali.
È però importante evitare promesse eccessive: la musicoterapia non cura Alzheimer o Parkinson e non sostituisce le terapie mediche e riabilitative prescritte dagli specialisti.
Può invece rappresentare uno strumento complementare all'interno di un percorso assistenziale più ampio.
La musica autobiografica
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di costruire una vera e propria "playlist della vita".
Le canzoni possono essere scelte insieme alla persona e alla famiglia sulla base della sua storia.
Le musiche della giovinezza, le canzoni ascoltate con il partner, la musica legata alle feste o alle tradizioni familiari possono diventare stimoli per raccontare e condividere.
In questo modo la musica non è soltanto un sottofondo.
Diventa un ponte tra passato e presente.
Anche a domicilio la musica può diventare uno strumento prezioso
L'ambiente domestico offre un contesto familiare e rassicurante.
Una sessione musicale può essere integrata all'interno della quotidianità, creando un momento dedicato alla persona e alla relazione.
In alcuni casi può essere sufficiente una canzone conosciuta; in altri può essere più indicata un'attività musicale strutturata condotta da un professionista.
La scelta deve sempre rispettare le preferenze, la sensibilità e le condizioni della persona.
musica, emozioni e famiglia
La musicoterapia può coinvolgere indirettamente anche i familiari.
Ascoltare una canzone insieme può creare un momento di condivisione anche quando la conversazione è diventata più difficile.
Può inoltre aiutare il caregiver a riscoprire la persona oltre la malattia: non soltanto qualcuno che necessita di assistenza, ma una persona con una storia, dei gusti, dei ricordi e delle emozioni.
un approccio umano alla musica
Le malattie neurologiche possono modificare profondamente la quotidianità.
Per questo l'assistenza non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sui sintomi, ma anche sulla qualità della vita e sulla possibilità di mantenere relazioni e momenti significativi.
La musica può inserirsi proprio in questa prospettiva.
Medilass propone anche la musicoterapia tra i trattamenti disponibili, indicandone l'utilizzo per la stimolazione della memoria, il rilassamento e il supporto alle persone con Alzheimer o demenza..
Una canzone può diventare un ricordo, un'emozione, un incontro
Non sempre possiamo fermare l'evoluzione di una malattia neurologica.
Possiamo però continuare a cercare modalità per comunicare, creare relazione e valorizzare ciò che la persona è ancora in grado di esprimere.
E qualche volta una melodia conosciuta può aprire una porta che sembrava essersi chiusa.
Perché prendersi cura significa anche trovare nuovi linguaggi per continuare a stare insieme.














